Errante Analisi della settimana: 27 – 31 Ottobre 2025 

Errante Analisi della settimana: 27 – 31 Ottobre 2025 

Errante Analisi della settimana: 27 – 31 Ottobre 2025 

Punti salienti della settimana 

  • Focus macro: l’inflazione PCE, le decisioni sui tassi del FOMC e della BCE e il PIL statunitense dominano la settimana, mentre i mercati rivalutano le prossime misure politiche della Fed dopo i dati sull’IPC di settembre. 
  • Policy Watch: riunioni della Fed e della BCE per chiarire le traiettorie dei tassi in un contesto di raffreddamento dell’inflazione e rallentamento della crescita globale. 
  • Tema di mercato: Il flusso di dati post-chiusura ritorna con un focus sulla fiducia dei consumatori, sui beni durevoli e sui PMI, mettendo alla prova la sostenibilità del rally del rischio globale. 
  • Geopolitica e materie prime: la retorica dei dazi e i cambiamenti del mercato energetico mantengono alta la volatilità, mentre l’oro corregge dopo i massimi storici tra prese di profitto e rendimenti in aumento. 

Cosa Succede? 

Fattori macro e panorama di mercato 

Dopo un blackout dei dati causato dallo shutdown del governo degli Stati Uniti, i mercati riceveranno finalmente un’intera settimana di rilasci di primo livello. L’ IPC di settembre ha confermato lo slancio disinflazionistico, con l’IPC core in aumento dello 0,3% su base mensile, sostenendo le aspettative che la Fed rimarrà invariata alla riunione del FOMC del 29 ottobre. Il consenso del mercato non prevede alcuna variazione dei tassi (4,00%), ma i trader si concentreranno sul tono del presidente Powell per avere indizi su un potenziale allentamento di dicembre. Con il PCE core previsto per venerdì, qualsiasi sorpresa al ribasso potrebbe consolidare le aspettative di un taglio dei tassi prima della fine dell’anno, soprattutto alla luce degli indicatori deboli del lavoro e della contrazione dei PMI manifatturieri. Al contrario, un forte dato sul PCE potrebbe mettere in discussione questa narrativa, spingendo i rendimenti dei Treasury e l’USD leggermente più in alto. 

Correnti trasversali di inflazione e crescita 

La crescita degli Stati Uniti rimane resiliente in superficie, con il PIL del 3° trimestre che dovrebbe crescere del 3,8% su base trimestrale, anche se i dati sui consumi sottostanti si stanno indebolendo. La fiducia delle imprese (previsione dell’indice CB a 94,2) rimane contenuta, riflettendo l’indebolimento delle assunzioni e la contrazione del credito. A livello globale, l’attenzione si sposta sulla BCE e sulla BoJ, entrambe sottoposte a crescenti pressioni per gestire cicli inflazionistici divergenti. La riunione di giovedì della BCE potrebbe vedere una forward guidance accomodante, poiché il PIL tedesco probabilmente si contrarrà (-0,3%), con l’inflazione che scivolerà verso il 2,2%. Nel frattempo, la BoJ deve affrontare un nuovo esame dopo la volatilità dello yen e i deflussi di capitali, anche se mantiene i tassi allo 0,5%. 

Dazi, debito e sentimento del mercato 

L’attuale stallo tariffario tra Stati Uniti e Cina continua ad ancorare il premio al rischio su tutti gli asset. Anche con l’ultimo segnale di Trump secondo cui l’incontro con Xi è “ancora in corso”, il percorso politico rimane binario: nuovi aumenti dei dazi aumenterebbero i costi dei fattori produttivi importati, deprimerebbero i margini e i volumi degli scambi e aggiungerebbero meccanicamente ~0,1-0,3 punti percentuali all’inflazione complessiva USA/UE nell’arco di 6-12 mesi tramite passthrough; La de-escalation eliminerebbe parte di quei premi. Il posizionamento riflette questa incertezza: il DXY ha registrato il calo settimanale più elevato da luglio (~0,7%), mentre la domanda di beni rifugio ha virato verso CHF e JPY, mentre le tensioni delle banche regionali statunitensi e gli aneddoti del Beige Book sull’aumento dei licenziamenti hanno smorzato il sentiment di crescita. Allo stesso tempo, il contesto più debole della domanda cinese (il PIL del 3° trimestre è al 4,7% a/a rispetto al 5,2% precedente) e le proiezioni dell’AIE per un surplus di offerta nel 2025 hanno pesato sul complesso energetico, attenuando l’impulso inflazionistico che i dazi potrebbero altrimenti amplificare. 

Il ritiro dell’oro dal nuovo record vicino a $ 4.380 è la prima correzione tecnica significativa del ciclo, in gran parte in presa di profitto mentre i rendimenti reali si stabilizzano e l’USD rimbalza dai minimi. Tuttavia, l’offerta strutturale rimane intatta: il debito pubblico e privato globale è ai massimi storici, le banche centrali continuano a diversificare le riserve e l’incertezza politica (dazi, l’eccesso di shutdown negli Stati Uniti e le preoccupazioni per il finanziamento bancario) mantiene elevata la domanda di coperture da svalutazione. Le azioni, guidate dai beneficiari dell’IA, continuano a gestire condizioni finanziarie più facili; a meno che il PCE core non riacceleri o la Fed non sia orientata verso un atteggiamento da falco, è probabile che i cali siano sostenuti fino a novembre. Una sorpresa da falco o una nuova escalation dei dazi capovolgerebbero il copione: USD più solido, propensione al rischio più ripida e nuovo rialzo dell’oro sui flussi rifugio. 

Banche centrali: cosa aspettarsi e implicazioni sul forex 

FOMC (mercoledì 20:00 GMT+2): Si prevede che la Fed si manterrà al 4,00% dopo che l’IPC core di settembre ha registrato lo 0,3% m/m e gli indicatori del lavoro si sono indeboliti. Baseline: la dichiarazione riconosce una domanda più fredda e progressi sull’inflazione; Powell guida in base ai dati con l’apertura a un ulteriore taglio di 25 pb nel corso del 4° trimestre/1° trimestre, se la disinflazione persiste. FX/Asset: una posizione bilanciata senza alcuna resistenza all’allentamento dei prezzi è negativa per l’USD al margine e favorevole al rischio (indici statunitensi) e all’oro; un’inclinazione da falco (enfasi sulla crescita resiliente, rischi di inflazione dei servizi persistenti) aumenterebbe i rendimenti a breve termine e sosterrebbe l’USD, pesando su EUR, GBP e oro. 

BCE (gio 15:15 GMT+2): tassi ufficiali probabilmente invariati (Refi 2,15%, deposito 2,00%) con Lagarde che tende a essere accomodante, mentre il PIL tedesco del 3° trimestre è visto negativo e l’IPC primario dell’area dell’euro si aggira intorno al 2,2% a/a. Osservate la caratterizzazione degli esperti dell’inflazione dei servizi e le indicazioni sul deflusso di bilancio. FX: le indicazioni accomodanti mantengono l’EUR limitato e favoriscono un cross al ribasso dell’EUR rispetto al CHF/JPY; un tono più deciso a sorpresa (preoccupazione per i salari, rallentamento del ritmo del QT) potrebbe spingere l’EUR a salire nel breve termine. 

BoC (mercoledì 15:45 GMT+2): dovrebbe mantenersi al 2,50% in un contesto di allentamento dell’inflazione core e di domanda interna inzuppata. La dichiarazione probabilmente sottolinea i rischi di crescita al ribasso e la sensibilità delle abitazioni ai tassi. FX: la linea di base è da neutrale a debole per il CAD, soprattutto se il petrolio rimane all’interno di un range; qualsiasi accenno di allentamento anticipato metterebbe sotto pressione il CAD, mentre un tono di crescita più resiliente potrebbe vedere il CAD sovraperformare verso la fine dell’anno. 

BoJ (gio 05:00 GMT+2): tasso di riferimento visto invariato allo 0,50%. Concentrati sulle indicazioni relative alla dinamica dei salari e alla tolleranza per la volatilità dei rendimenti dei JGB. Con lo yen sensibile agli spread dei tassi USAJapan , qualsiasi cenno verso un’ulteriore normalizzazione (aggiornamento linguistico su inflazione/salari) favorirebbe la forza dello yen; un messaggio steadydovish rischia una nuova sottoperformance dello JPY, mantenendo l’offerta EUR/JPY. 

In conclusione: un mix statusquo FOMC + BCE accomodante + BoC/BoJ stabile sostiene un USD più debole solo se il PCE core scenderà al di sotto venerdì. Un PCE più caldo o una retorica da falco della Fed rilancerebbero il supporto dell’USD, limiterebbero l’EUR e la GBP e probabilmente innescherebbero una breve oscillazione dell’avversione al rischio che avvantaggia lo JPY/CHF e pesa sull’oro. 

Prospettiva: 

La prossima settimana metterà alla prova se la moderazione dell’inflazione e le banche centrali caute riusciranno a sostenere il rally azionario e obbligazionario fino a novembre. L’interazione tra il tono della Fed, i risultati del PCE e la forward guidance della BCE determinerà se questa narrativa di atterraggio morbido reggerà o si incrinerà durante la ricalibrazione della politica. 

Eventi e Annunci di Mercato (GMT+2) 

Nota: Cipro passa all’ora solare (GMT+2) questa settimana. I trader devono controllare gli annunci ufficiali di Errante per eventuali modifiche agli orari di trading e di funzionamento del mercato durante il cambio dell’ora. 

Lunedì, 27 Ottobre 2025 

  • 14:30 – USD – Ordini di beni durevoli (settembre): indicatore chiave capex, previsto -2,7%, che mette alla prova la resilienza industriale. 

Martedì, 28 Ottobre 2025 

  • 16:00 – USD – CB Consumer Confidence (ottobre): previsione stabile a 94,2; la lettura debole potrebbe evidenziare l’affaticamento della domanda. 

Mercoledì, 29 Ottobre 2025 

  • 15:45 – CAD – Decisione sui tassi di interesse della BoC: visto invariato al 2,50%; focus sul tono accomodante in un contesto di indebolimento dell’inflazione. 
  • 16:30 – USD – Scorte di greggio: Misurare l’equilibrio tra la disciplina dell’OPEC+ e l’indebolimento della domanda cinese. 
  • 20:00 – USD – Dichiarazione del FOMC e decisione sui tassi: atteso invariato al 4,00%; Tasto della conferenza stampa di Powell per gli indizi sul percorso dei tassi. 

Giovedì, 30 Ottobre 2025 

  • 05:00 – JPY – Decisione sui tassi di interesse della BoJ: non è prevista alcuna variazione allo 0,5%; le indicazioni sull’inflazione e sul forex sono cruciali. 
  • 12:00 – EUR – PIL tedesco (3° trimestre): Consenso -0,3%; conferma della stagnazione dell’eurozona. 
  • 14:30 – USD – PIL USA (3° trimestre): previsione 3,8%; la resilienza attutirà le azioni. 
  • 16:00 – EUR – IPC tedesco (Mensile): visto allo 0,2%; la lettura debole rafforza la BCE accomodante. 
  • 16:15 – EUR – Decisione sui tassi della BCE: la politica probabilmente è stabile al 2,15%, con una retorica accomodante. 
  • 16:45 – EUR – Conferenza stampa della BCE: Il tono di Lagarde è fondamentale per la direzione dell’EUR. 
     

Venerdì, 31 Ottobre 2025 

  • 03:30 – CNY – PMI manifatturiero (ottobre): indicatore chiave per la propensione al rischio asiatica. 
  • 13:00 – EUR – CPI (YoY, ottobre): previsto 2,2%; disinflazione costante in primo piano. 
  • 14:30 – USD – Indice dei prezzi PCE core (settembre): previsto 0,2% su base mensile, 2,9% su base annua; un mancato riscontro potrebbe innescare una nuova debolezza dell’USD. 
  • 15:45 – USD – Chicago PMI (ottobre): impulso all’attività dopo le deboli stampe dell’ISM. 

Approfondimenti di mercato: grafici chiave da tenere d’occhio 

GBP/USD – Giornaliero 

Struttura e slancio: 

La coppia GBP/USD scambia vicino a 1,3345, consolidandosi intorno alla trendline midfan, dove il ritracciamento di Fibonacci del 61,8% (1,3331) e la confluenza della fan-line fungono da supporti chiave a breve termine. Tuttavia, il MACD mostra una leggera inclinazione negativa, con la linea del segnale che minaccia di attraversare al di sotto dell’istogramma, suggerendo un indebolimento dello slancio rialzista. L’MFI vicino a 36 riflette afflussi contenuti, in linea con il calo dell’impegno degli acquirenti con la compressione della volatilità. 

Scenario principale: 

Sebbene la struttura più ampia rimanga tecnicamente costruttiva, la mancata difesa di 1,3330, in particolare in caso di aumento del volume, esporrebbe la coppia a 1,3187 e 1,3110, dove convergono la trendline inferiore del ventaglio e l’estensione del 161,8%. Un crossover ribassista del MACD, unito alla persistente forza dell’USD o a una narrativa da falco della Fed, potrebbe accelerare le perdite verso 1,3025 (proiezione del 200%), confermando un’inversione di tendenza a breve termine. 

Livelli chiave: 

Supporto: 1,3330 (61,8% di Fibonacci), 1,3248 (linea di tendenza), 1,3187 (127,2% di estensione). Resistenza: 1,3470 (massimo oscillante), 1,3550, 1,3620. 

Scenario alternativo: 

Se lo slancio sostenuto dipende dal recupero di 1,3470, l’ultimo massimo di oscillazione e limite superiore del recente consolidamento, una chiusura giornaliera decisiva al di sopra di questa zona invaliderebbe la divergenza ribassista a breve termine sul MACD e aprirebbe obiettivi di movimento misurati verso 1,3550 e 1,3620. La conferma del momentum coinciderebbe probabilmente con un USD più debole dopo il FOMC o con un risultato PCE accomodante. 

EUR/JPY – Giornaliero 

Struttura e slancio: 

L’EUR/JPY a 177,70 mostra uno slancio in accelerazione, mantenendosi saldamente al di sopra dell’estensione di Fibonacci del 100% a 177,93 con supporto a 176,74 (61,8%). Il MACD rimane in territorio positivo con l’allargamento dell’istogramma; L’RSI vicino a 60 conferma la tendenza rialzista. 

Scenario principale: 

La tendenza rimane al rialzo, ma condizionata da una chiusura giornaliera decisiva al di sopra dell’ultimo massimo oscillante a 177,93. Un breakout confermato estenderebbe gli obiettivi verso 178,80 (127,2%) e 179,86 (161,8%), con un potenziale passaggio a 181,05 (200%) se la BCE e la BoJ rimarranno accomodanti e lo slancio si manterrà. Se il prezzo non dovesse riuscire a rompere questo massimo oscillante, aspettatevi un consolidamento o un lieve ritracciamento a 176,74 prima che i rialzisti tentino di ritentare livelli più alti. Il trend rialzista più ampio è ancora rafforzato da minimi crescenti costanti e da un rafforzamento dello slancio da metà settembre. 

Livelli chiave: 

Supporto: 176,74, 174,80.Resistenza: 178,80, 179,86, 181,05. 

Scenario alternativo: 

Un improvviso spostamento dell’avversione al rischio (BCE aggressiva, PMI globali deboli) potrebbe spingere a una rottura al di sotto di 176,74, con target 174,80. Solo una chiusura giornaliera al di sotto di questa zona neutralizzerebbe l’attuale struttura rialzista. 

La newsletter settimanale di Errante ti offre informazioni critiche sul mercato per mantenerti all’avanguardia nel mondo finanziario. Tieniti informato !