
Errante Analisi della Settimana : 20 – 24 ottobre 2025
Punti salienti della settimana
- Focus macroeconomico: PIL cinese del 3° trimestre e IPC del Regno Unito a metà settimana, seguiti da un venerdì ricco di dati negli Stati Uniti, con l’IPC (settembre), i PMI e i rapporti sulle abitazioni che probabilmente influenzeranno il dollaro e la propensione al rischio.
- Rischi narrativi: lo shutdown del governo degli Stati Uniti persiste, le notizie sui dazi sull’incontro Trump-Xi potrebbero influenzare i mercati, mentre il dollaro rimane debole dopo la settimana peggiore da luglio.
- Tono di politica monetaria e di rischio: la comunicazione della Fed e i flussi verso i beni rifugio guideranno il posizionamento, mentre i mercati soppesano i deboli segnali dei dati statunitensi rispetto alla retorica dei dazi e all’incertezza dello shutdown.
Cosa succede?
Fattori macro e narrativa del mercato
La prossima settimana sarà caratterizzata da una complessa interazione di lacune nei dati dovute allo shutdown, rinnovata retorica sui dazi commerciali e un trend di indebolimento del dollaro, il tutto sullo sfondo dei prezzi record dell’oro e dell’indebolimento del momentum macro statunitense. Lo shutdown federale degli Stati Uniti, giunto alla sua seconda settimana, ha interrotto la pubblicazione periodica dei principali indicatori economici, spingendo i mercati a fare affidamento sugli aneddoti del Beige Book distrettuale della Fed che indicano l’aumento dei licenziamenti, l’indebolimento della spesa dei consumatori e lo stress bancario regionale. Questo vuoto di informazioni amplifica l’impatto dell’IPC e del PMI di venerdì, che fungeranno da segnali previsionali cruciali per la traiettoria dell’USD, le aspettative sui tassi della Fed e la propensione al rischio globale.
Debolezza del dollaro e tendenza alla disinflazione
Il dollaro ha appena registrato il calo settimanale più forte da luglio, con gli investitori che si sono orientati verso il franco svizzero e lo yen a causa dell’avversione al rischio legata alle preoccupazioni commerciali e bancarie. Ciò avviene in un momento in cui la dinamica dell’inflazione negli Stati Uniti mostra un chiaro trend di disinflazione, anche se a un ritmo più lento rispetto all’inizio dell’anno. L’IPC core è stato in media dello 0,2-0,3% su base mensile negli ultimi quattro mesi, in calo rispetto ai dati dello 0,4-0,5% che hanno dominato la prima metà del 2025, riflettendo l’allentamento dei costi degli alloggi e l’indebolimento dei beni core. L’inflazione supercore (servizi escluso l’edilizia) rimane appiccicosa, ma non sta più accelerando. I funzionari della Fed hanno sottolineato di essere pronti ad allentare ulteriormente se questa tendenza persiste. Un mix CPI/PMI debole confermerebbe la traiettoria della disinflazione, rafforzando il tono ribassista del dollaro, mentre una sorpresa al rialzo dell’IPC potrebbe innescare un rally di copertura breve, spingendo al rialzo i rendimenti a breve termine e sfidando i prezzi accomodanti attualmente nei mercati dei tassi.
La dinamica dei dazi rimane un fattore chiave
Mentre la conferma di Trump che l’incontro di Xi è ancora in corso ha offerto un sollievo temporaneo, l’agenda tariffaria sottostante ha conseguenze di vasta portata. Gli aumenti o le minacce dei dazi possono influenzare le catene di approvvigionamento globali, la bilancia commerciale e le aspettative di inflazione, alterando così i flussi di capitale e le dinamiche valutarie. Un tono costruttivo (segnali di de-escalation o ritardi nei nuovi dazi) probabilmente rafforzerebbe la propensione al rischio, sosterrebbe le azioni e le valute dei mercati emergenti e peserebbe sull’USD mentre gli investitori si spostano verso asset a beta più elevato. Al contrario, una nuova escalation, come aumenti dei dazi sui beni cinesi o misure di ritorsione, potrebbe innescare una fuga verso la sicurezza, rafforzando il dollaro, lo yen e il franco svizzero, spingendo anche l’oro al rialzo come copertura da svalutazione. Storicamente, i principali shock tariffari hanno portato a picchi di volatilità e a un’ampia forza dell’USD sull’avversione al rischio, seguiti da una sovraperformance dell’oro, poiché gli investitori scontano un rallentamento della crescita globale e un potenziale allentamento della politica monetaria. Questo duplice impatto, la forza del dollaro a breve termine e la resilienza dell’oro a medio termine, rende la politica tariffaria un fattore fondamentale sia per i mercati valutari che per quelli delle materie prime nelle prossime settimane.
L’impennata dell’oro sopra i 4.380 dollari raggiunge un nuovo massimo storico
L’oro sottolinea la domanda strutturale di coperture da svalutazione mentre i rendimenti reali si comprimono, mentre l’IPC britannico a metà settimana influenzerà le aspettative della BoE in un contesto di cambiamento delle strategie di comunicazione. I flussi dell’Eurozona seguiranno in gran parte la direzione dell’USD, dati i dati regionali limitati. Per le azioni, il rally guidato dall’IA deve affrontare un test: l’inflazione debole e i PMI stabili sosterrebbero i giochi di crescita e duration, mentre le sorprese al rialzo potrebbero risvegliare la volatilità dei tassi e mettere in discussione le valutazioni eccessive.
Detto questo, va considerato che con l’escalation della crisi del debito nelle principali economie, tra cui gli Stati Uniti e la Cina, questa volta le cose potrebbero andare diversamente per il dollaro.
Note cross-asset da tenere d’occhio
- Dollaro e beni rifugio: la debolezza dell’USD ha coinciso con la sovraperformance del CHF/JPY e l’impennata dell’oro; i dazi e l’incertezza sulla chiusura mantengono viva questa tendenza alla copertura del rischio.
- Azioni: i futures statunitensi si sono stabilizzati dopo l’incontro Trump-Xi “ancora in prima pagina”; tenete d’occhio l’IPC/PMI di venerdì per un impulso alla volatilità guidato dai tassi.
- I distretti della Fed evidenziano un maggior numero di licenziamenti e una crescita dei salari contenuta, un contesto che amplifica la sensibilità del mercato a qualsiasi ribasso dell’IPC di venerdì.
Eventi e annunci di mercato (GMT+3)
Lunedì 20 Ottobre 2025
- 05:00 – CNY – PIL (YoY) (Q3): Prima lettura sul polso della crescita della Cina; imposta il tono iniziale per le materie prime e il beta-FX.
martedì 21 ottobre 2025
- Nessun evento ad alto impatto.
mercoledì 22 ottobre 2025
- 09:00 – GBP – IPC (Annuale) (Set): Input chiave per il percorso della BoE; occhio alla vischiosità dell’inflazione dei servizi.
- 17:30 – USD – Scorte di petrolio greggio: segnale di domanda/offerta a breve termine poiché la politica e le preoccupazioni dell’OPEC+ sulla domanda trainano i prezzi.
Giovedì 23 Ottobre 2025
- 15:30 – USD – Richieste iniziali di disoccupazione: la lettura più pulita del lavoro negli Stati Uniti in tempo reale durante l’incertezza della chiusura.
- 17:00 – USD – Vendite di case esistenti (settembre): sensibilità delle abitazioni ai tassi ipotecari e ai redditi.
venerdì 24 ottobre 2025
- 15:30 – USD – CPI core (Mensile) (settembre): indicatore critico della Fed; accomodante se dello 0,3% o inferiore in caso di moderazione generalizzata.
- 15:30 – USD – CPI (Mensile)/(Annuale) (Settembre): L’headline influenzerà i rendimenti a breve termine e la reazione dell’USD.
- 16:45 – USD – S&P P/P P/P P/P P.M. di crescita (ottobre): indicatore di crescita all’inizio del 4° trimestre; osserva i nuovi ordini/prezzi.
- 16:45 – USD – S&P P/P P/P P/P P/M.I. (P.M.): L’indicatore di attività cardine per lo slancio della crescita negli Stati Uniti.
- 17:00 – USD – Vendite di nuove case (settembre): Conferma o contraddice il segnale di vendita di case esistenti.
Approfondimenti di mercato: grafici chiave da tenere d’occhio
UK100 (FTSE 100) – Giornaliero

Struttura e slancio:
Pullback dal picco di inizio ottobre vicino a 9.492 verso la linea di tendenza rialzista; Prezzo ora ~9.340. Il ritracciamento del 61,8% a 9.412 è una resistenza superiore; 9.362 è il pivot locale (sull’oscillazione tracciata). Il MACD ha attraversato il basso con l’istogramma negativo, confermando un raffreddamento del momentum; L’MFI è scivolato dai massimi di 60 verso la metà dei 50, mostrando afflussi in calo.
Scenario principale (caso base):
Mentre l’involucro rialzista a 50-60 giorni tiene, preferiamo acquistare cali a 9.300-9.360 per un nuovo test a 9.412, quindi a 9.492. Una chiusura giornaliera superiore a 9.412 sblocca 9.580/9.600 (percorso di planata della banda superiore).
Livelli chiave:
- Supporto: 9.362 (pivot), 9.283 (161,8%), 9.233 (200%), 9.180 (241,4%).
- Resistenza: 9.412 (61,8%), 9.492 (massimo oscillazione).
Scenario alternativo:
Una svolta di avversione al rischio (caldo shock dell’IPC/dei dazi statunitensi) chiude al di sotto della linea di tendenza e 9.300; Poi 9.283, 9.233, 9.180 vengono visualizzati prima che gli acquirenti con un intervallo di tempo più alto si impegnino nuovamente.
BTCUSD – Giornaliero

Struttura e slancio:
Brusca inversione dal massimo di 126.193; Il prezzo di ~105.800 si trova ora al di sotto di 108.617 (ultimo minimo di oscillazione) e al di sotto della resistenza del 61,8% a 115.331. Il MACD è negativo e in aumento; MFI ~18 segnali ipervenduto, ma flussi di tipo capitolazione; L’ATR è elevato e il volume è aumentato, che è la classica distribuzione al vuoto di liquidità.
Scenario principale (caso base):
Con una struttura inferiore a 108.617, la propensione rimane più bassa verso la scala di estensione: 103.836 (127,2%), 101.341 (141,4%), 97.755 (161,8%). Aspettatevi che i rimbalzi facciano fatica tra 110.000 e 115.000, a meno che il rischio macro non si attenui in modo significativo.
Livelli chiave:
- Resistenza: 108.617, 115.331; poi 120.000 (zona a banda media).
- Supporto: 103.836, 101.341, 97.755; allungamento 91.041 (200%).
Scenario alternativo:
Una rapida ripresa del rischio (riduzione dei dazi, IPC USA debole, calo dello stress bancario) e gli acquisti sui minimi riportano una chiusura giornaliera sopra 108.617; Questo aprirebbe 115.331 e solo una chiusura di >115.331 neutralizzerebbe il down-swing e riprenderebbe di mira 120K-126K.