Errante Analisi della Settimana da: 1° – 5 dicembre 2025 

Errante Analisi della Settimana da: 1° – 5 dicembre 2025 

Errante Analisi della Settimana da: 1° – 5 dicembre 2025 

Punti Salienti della Settimana 

  1. Il “cumolo dei sondaggi” statunitensi è la prima vera bussola macro dopo la nebbia dello shutdown. Questa settimana non riguarda una sola stampa, ma la coerenza tra ISM Manufacturing (e Prezzi), ISM Services (e Prezzi), PMI globali S&P e i proxy del lavoro (JOLTS, ADP, affermazioni). Se questi elementi coincidono, il mercato riassegnerà il prezzo di tutto il percorso di dicembre in un colpo solo. 
  1. Un secondo ancoraggio dell’inflazione: il PCE core (anche se stagnante) è ancora importante per la segnalazione delle politiche politiche. Sì, copre settembre, sì, è retrospettivo. Ma resta comunque la metrica preferita dalla Fed e sarà il punto di riferimento in vista della riunione del 9–10 dicembre. La reazione riguarda meno l'”inflazione ora” e più la “fiducia nei comitati”. 
  1. Il rischio di comunicazione di Powell è più alto del solito. Con dati frammentari, i mercati sovrappeso il tono. Se Powell convaliderà la narrazione dell’allentamento, il mercato potrebbe spingere più forte verso “taglio dicembre + percorso di scivolata 2026.” Se tende a essere cauto, rischiamo una proposta riflessa sul dollaro e una rinnovata volatilità azionaria. 
  1. L’IPC dell’euro è un catalizzatore riflessivo dell’EUR, ma il fattore più importante rimane la crescita relativa. Una stampa soft rafforza l’allentamento delle aspettative della BCE e mantiene l’EUR al limite. Un dato fisso può sostenere l’EUR nel breve termine, ma non diventerà una tendenza a meno che la crescita statunitense non si raffreddi visibilmente. 
  1. La struttura di mercato può nuovamente dirottare il macro. La disgregazione della CME è un avvertimento: in liquidità sottile/fragile, il prezzo può muoversi più velocemente dei fondamentali. Questo è particolarmente importante nelle release ad alta frequenza (PMI/ISM), dove gli algoritmi dominano e gli stop run sono comuni. 

Cosa Succede?  

Il tema della settimana è “Allentarsi è rialzista o ribassista?” 

I mercati tendono verso un taglio a dicembre. Questo può essere favorevole al rischio se viene interpretato come fiducia nella disinflazione e un rallentamento controllato. Diventa negativo al rischio se viene interpretato come una reazione della Fed a un mercato del lavoro in deterioramento e alla domanda in calo. 

Quindi, il compito di questa settimana è separare tre regimi: 

Regime A: conferma del soft landing (migliore per le azioni, peggiore per il potenziale al rialzo in USD) 

Trigger: ISM/PMI si stabilizzano o migliorano, i prezzi ISM si raffreddano o restano contenuti, i proxy del lavoro non si rompono. 

Implicazioni: 

  • Indici USA: probabilmente rimbalzo/riparazione mentre il mercato riformula la vendita come posizione + liquidità, non recessione. 
  • DXY: perde slancio al rialzo; I rallimenti svaniscono mentre i differenziali di velocità si comprimono. 
  • EUR/USD: può stabilizzarsi e salire ma deve comunque affrontare un’offerta generale a meno che l’Europa non sorprenda sulla crescita. 
  • Oro: supportato; Meno rischio di liquidazione, più supporto “rendimenti reali che scendono”. 

Regime B: Crescita (prima USD in salita, poi USD in sceso più tardi — il classico movimento in due fasi) 

Trigger: ISM Manufacturing si indebolisce ulteriormente e i servizi si ritirono; le richieste di sussidi di disoccupazione aumentano; JOLTS cala bruscamente. 

Implicazioni: 

  • Indici USA: il calo continua; la volatilità rimane elevata; “Cattive notizie sono cattive notizie” all’inizio. 
  • DXY: tende a salire all’inizio con la domanda di delevaging e copertura, anche se le quote di taglio dei tassi aumentano. 
  • Oro: può scendere verso supporti chiave per la vendita basata sulla liquidità, per poi riprendersi fortemente una volta che il mercato si impegna completamente nel ciclo di allentamento. 
  • EUR/USD: inizialmente sotto pressione dall’offerta di rifugio sicuro dell’USD, ma poi supportato se la curva rialzista degli Stati Uniti si ritirasse a causa di tagli aggressivi. 

Regime C: Persistenza dell’inflazione (il problema del “taglio falco”) 

Trigger: ISM I prezzi restano alti, il segnale di inflazione dei servizi appare rigido, Powell sembra incerto all’idea di tagli. 

Implicazioni: 

  • Indici USA: rendimenti da pressione valutativa (rendimenti reali più alti), specialmente nelle tecnologie a lunga durata. 
  • DXY: offerta ferma; “Eccezionalismo USA + supporto al rendimento” risultati. 
  • EUR/USD: aumento del rischio al ribasso; I rally diventano opportunità di vendita. 
  • Oro: più bidirezionale; Rendimenti nominali forti limitano il potenziale al rialzo a meno che la geopolitica non si riaccenda. 

Come fare trading della settimana come stratega FX (pratico, non poetico) 

Scambia la funzione di reazione, non il numero. Per ogni release chiedi: cambia le quote di dicembre e, cosa più importante, cambia il percorso previsto per il primo trimestre 2026? È questo che muove le tendenze FX. 

Concentrati sulla coppia che esprime chiaramente il tema. “US growth vs easysing” tende a risultare più pulito in DXY ed EUR/USD. La “narrazione dei tassi” compare nei rendimenti a lungo termine (il tuo grafico US30Y) che alimenta direttamente USD e oro. 

Rispetta la sequenza dei catalizzatori. 

Inizio settimana: narrazione della produzione (S&P/ISM). 

A metà settimana: procure per il lavoro (JOLTS/ADP/richieste). 

Fine settimana: ancoraggio dell’inflazione (PCE Nucleo). 

Il mercato spesso stabilisce un bias nei primi due passaggi, poi il PCE lo conferma o scatena una violenta inversione. 

Il rischio di liquidità/struttura di mercato non è rumore di fondo. Dopo il glitch CME, si assumono spread più ampi e movimenti guidati da stop intorno alle 16:45–17:00 GMT+2. La gestione del rischio conta più delle previsioni questa settimana. 

Eventi e Annunci di Mercato (GMT+2) 

Lunedì, 1° dicembre 2025 

  • 16:45 — USD — S&P Global Manufacturing PMI (novembre) (Previsione: 51,9 | Prima data: 52.5) 
  • 17:00 — USD — ISM Manufacturing PMI (novembre) (precedente: 48,7) 
  • 17:00 — USD — Prezzi manifatturieri ISM (novembre) (Precedente: 58,0) 

Martedì 2 dicembre 2025 

  • 03:00 — USD — Parla il presidente della Fed Powell 
  • 12:00 — EUR — CPI (YoY) (Nov) (Precedente: 2,1%) 
  • 17:00 — USD — Offerte di lavoro JOLTS (settembre) (precedente: 7,227M) 

Mercoledì 3 dicembre 2025 

  • 15:15 — USD — Cambiamento dell’occupazione non agricola ADP (novembre) (precedente: 42K) 
  • 16:45 — USD — S&P Global Services PMI (novembre) (Previsione: 55,0 | Prima: 54.8) 
  • 17:00 — USD — ISM PMI non manifatturiero (novembre) (Precedente: 52,4) 
  • 17:00 — USD — Prezzi non manifatturieri ISM (Nov) (Precedente: 70,0) 
  • 17:30 — USD — Scorte di petrolio greggio (precedente: 2,774M) 

Giovedì 4 dicembre 2025 

  • 15:30 — USD — Iniziali sussidi di disoccupazione (Precedente: 216K) 

Venerdì, 5 dicembre 2025 

  • 17:00 — USD — Core PCE Price Index (MoM) (settembre) (Prima: 0,2%) 
  • 17:00 — USD — Core PCE Price Index (YoY) (settembre) (Previsione: 2,9% | Precedente: 2,9%) 

Analisi di mercato: grafici chiave da seguire 

EUR/USD (Giornaliero) 

Pressione correttiva al ribasso dopo il picco di settembre 

L’EUR/USD si mantiene intorno a 1,1566 ma rimane limitato sotto la struttura di tendenza in calo dei massimi di settembre. Il prezzo si aggira vicino alla zona di ritracciamento del 23,6% (~1,1507), che agisce come la “linea nella sabbia” tra stabilizzazione e continuazione della tendenza verso il basso. 

Scenario principale (caso base) 

Finché i rally falliscono sotto la zona di offerta 1,16–1,17, il mercato è incline a scendere lentamente, soprattutto se gli ISM/PMI statunitensi si stabilizzano e il dollaro rimane sopra 100. Una rottura netta sotto 1,1507 aumenta la probabilità di ribasso nella banda di supporto successiva. 

Livelli chiave (EUR/USD) 

Resistenza: 

  • 1,1629 (vicino alla media mobile / zona di pressione di tendenza sopraelevata) 
  • 1.1700 (tappo correttivo superiore) 
  • 1.1918 (ciclo massimo / linea 0%) 

Appoggiare: 

  • 1,1507 (livello di “decisione” di ritracciamento del 23,6%) 
  • 1.1391 (supporto orizzontale successivo) 
  • 1,1253 (ritracimento del 38,2%) 
  • 1,1048 (ritracciamento del 50%) 

Scenario alternativo 

Se l’EUR CPI dovesse sorprendere e le indagini statunitensi si ammorbidissero, EUR/USD potrà recuperare 1,1629–1,1700. Questo sposterebbe la struttura a breve termine da “rialzi di vendita” a “intervallo-rialzo”, con 1.1918 che tornerà in campo più tardi. 

Rendimento US 30Y (Giornaliero)  

Alti più bassi, tendenti verso un regime di discesa 

Il rendimento a 30 anni è vicino al 4,65%, sotto il pivot chiave a 4,73 e ben al di sotto dell’area 5,00. I segnali di momentum sul grafico sono più morbidi: i rally sono stati venduti e la struttura sembra una consolidazione che si sta risolvendo gradualmente verso il basso (a meno che shock dati non costringano a riprevedere). 

Scenario principale (caso base) 

Se il complesso di indagine statunitense (ISM/PMI) non si riaccelera, i rendimenti tendono a scendere verso 4,52 e 4,39. Questo sarebbe coerente con il rafforzamento di dicembre dai mercati, allentando le aspettative e favorendo la durata. 

Livelli chiave (US30Y) 

Resistenza: 

  • 4,733 (pivot al 100%) 
  • 4.864 (61.8%) 
  • 4.995 (23.6%) 
  • 5,076 (0% / riferimento superiore) 

Appoggiare: 

  • 4.640 (area di pivot del 127,2%) 
  • 4.521 (161.8%) 
  • 4.390 (200%) 
  • 4.248 (241.4%) 

Scenario alternativo 

Una componente ISM + prezzi rigidi più forte (manifatturiera o servizi) può rilanciare i prezzi della “persistenza dell’inflazione” e spingere i rendimenti sopra 4,733, riaprendo 4,864 e potenzialmente 4,995. 

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